Scritto da Claudio Gioacchini
Nel tennis, la preparazione fisica è sicuramente molto importante anche dal punto di vista mentale. La stanchezza può portare ad un calo della concentrazione e a sconfitte non spiegabili solo dal punto di vista atletico.
Nel tennis occorre sempre avere una preparazione fisica adeguata.
Come tutti sappiamo l’incontro finisce solo quando uno dei due contendenti ne esce vincitore. Di conseguenza non sai quanto tempo starai in campo, ma devi comunque essere pronto ad affrontare una “maratona”.
Una partita, di solito, può durare dai 45 minuti fino a 3-4 ore. Fino al 2010 la partita più lunga era stata di circa 6 ore e mezza, ma a Wimbledon 2010 il francese Nicolas Mahut e l’americano John Isner hanno scritto una pagina da leggenda del tennis, giocando la partita più lunga della storia: 11 ore e 5 minuti di gioco svolti su tre giorni (iniziata il 22 giugno 2010, è andata avanti il 23 e si è conclusa il 24 giugno).
Immagina il livello di preparazione fisica dei 2 tennisti per affrontare la partita che, per la cronaca, è terminata con la vittoria di Isner per 70 giochi a 68 al quinto set (6-4, 3-6, 6-7, 7-6, 70-68) ed ha anche stabilito molti altri record: 181 game complessivi, 215 ace di cui 112 di Isner; primo match negli oltre 100 anni di Wimbledon ad essere sospeso due volte per oscurità senza che piovesse.
Occorre, quindi, essere pronti ad affrontare la fatica. Spesso, una scarsa preparazione fisica può renderti timoroso anche se non sempre è così; in ogni caso non cedere mai alla stanchezza: continua a lottare come se fossi appena entrato in campo.
Hai mai notato Nadal? Soprattutto nei momenti cruciali, quando si appresta ad iniziare il gioco di risposta salta come un grillo a destra e sinistra anche (e soprattutto) se sta giocando il quinto set: è un messaggio esplicito per l’avversario.
Di solito, però, i giocatori di molte partite dei tornei dello slam che arrivano al quinto set appaiono visibilmente provati dalla stanchezza; se questo accade ai tennisti ai vertici mondiali, immagina quanto la preparazione fisica possa essere problematica per i tennisti di club.
La sicurezza prima di tutto
È essenziale conoscere il proprio corpo e la propria condizione fisica ben prima di qualsiasi attività sportiva. È sempre opportuno essere sotto controllo medico (tant’è vero che per l’attività agonistica, ma anche in ogni tennis club, dovrebbe essere richiesto l’apposito certificato) specialmente se si intendono giocare partite al caldo, che può rivelarsi una condizione molto pericolosa. In ogni caso, quando si riscontrano forti dolori, mal di testa, vomito, incapacità di sudare, o altri segnali di pericolo è sempre opportuno smettere di giocare immediatamente.
Comunque anche senza arrivare a situazioni di pericolo, la fatica, di solito, si presenta in una varietà di modi anche nei tennisti con adeguata preparazione fisica. I segni che il corpo è affaticato includono maggiore difficoltà di respirazione, movimenti più lenti, dolori muscolari, visione ridotta e tempi di reazione più lenti, per citarne solo alcuni.
Calo della concentrazione
La cosa più rischiosa per il proprio tennis, e per il proprio ego, è perdere la concentrazione quando si è stanchi. La mente può vagare dappertutto quando il corpo da segnali di stanchezza.
Questo è, in parte, dovuto alla relazione tra livello di intensità e di attenzione, per cui un focus meno disciplinato permette a molte distrazioni di intromettersi, abbassando drasticamente l’attenzione. In tali situazioni, al contrario, sarebbe necessario raccogliere le ultime energie e non sprecarle in inutili e dannosi diversivi, causati dal corpo e dalla mente affaticati.
Nel tennis, la preparazione fisica è sicuramente molto importante anche dal punto di vista mentale. La stanchezza può portare ad un calo della concentrazione e a sconfitte non spiegabili solo dal punto di vista atletico.
Nel tennis occorre sempre avere una preparazione fisica adeguata.
Come tutti sappiamo l’incontro finisce solo quando uno dei due contendenti ne esce vincitore. Di conseguenza non sai quanto tempo starai in campo, ma devi comunque essere pronto ad affrontare una “maratona”.
Immagina il livello di preparazione fisica dei 2 tennisti per affrontare la partita che, per la cronaca, è terminata con la vittoria di Isner per 70 giochi a 68 al quinto set (6-4, 3-6, 6-7, 7-6, 70-68) ed ha anche stabilito molti altri record: 181 game complessivi, 215 ace di cui 112 di Isner; primo match negli oltre 100 anni di Wimbledon ad essere sospeso due volte per oscurità senza che piovesse.
Occorre, quindi, essere pronti ad affrontare la fatica. Spesso, una scarsa preparazione fisica può renderti timoroso anche se non sempre è così; in ogni caso non cedere mai alla stanchezza: continua a lottare come se fossi appena entrato in campo.
Hai mai notato Nadal? Soprattutto nei momenti cruciali, quando si appresta ad iniziare il gioco di risposta salta come un grillo a destra e sinistra anche (e soprattutto) se sta giocando il quinto set: è un messaggio esplicito per l’avversario.
Di solito, però, i giocatori di molte partite dei tornei dello slam che arrivano al quinto set appaiono visibilmente provati dalla stanchezza; se questo accade ai tennisti ai vertici mondiali, immagina quanto la preparazione fisica possa essere problematica per i tennisti di club.
La sicurezza prima di tutto
È essenziale conoscere il proprio corpo e la propria condizione fisica ben prima di qualsiasi attività sportiva. È sempre opportuno essere sotto controllo medico (tant’è vero che per l’attività agonistica, ma anche in ogni tennis club, dovrebbe essere richiesto l’apposito certificato) specialmente se si intendono giocare partite al caldo, che può rivelarsi una condizione molto pericolosa. In ogni caso, quando si riscontrano forti dolori, mal di testa, vomito, incapacità di sudare, o altri segnali di pericolo è sempre opportuno smettere di giocare immediatamente.
Comunque anche senza arrivare a situazioni di pericolo, la fatica, di solito, si presenta in una varietà di modi anche nei tennisti con adeguata preparazione fisica. I segni che il corpo è affaticato includono maggiore difficoltà di respirazione, movimenti più lenti, dolori muscolari, visione ridotta e tempi di reazione più lenti, per citarne solo alcuni.
Calo della concentrazione
La cosa più rischiosa per il proprio tennis, e per il proprio ego, è perdere la concentrazione quando si è stanchi. La mente può vagare dappertutto quando il corpo da segnali di stanchezza.
Questo è, in parte, dovuto alla relazione tra livello di intensità e di attenzione, per cui un focus meno disciplinato permette a molte distrazioni di intromettersi, abbassando drasticamente l’attenzione. In tali situazioni, al contrario, sarebbe necessario raccogliere le ultime energie e non sprecarle in inutili e dannosi diversivi, causati dal corpo e dalla mente affaticati.







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