Di Claudio Gioacchini

La Preparazione Psicologica dello Sportivo - La motivazione, la ricerca del successo, il miglioramento delle performance

Nel tennis, l’allenamento deve prevedere una fase di preparazione fisica e tecnica, dalla quale non si può prescindere. La preparazione di un torneo o di una partita specifica deve prevedere necessariamente la preparazione mentale. Non è possibile eliminare la naturale pressione competitiva ma occorre abituarsi a valutare gli eventi stressanti in modo che l'emozione provata sia "positiva”.

Affrontare una partita di tennis (specialmente un match “ufficiale” ma in misura più lieve anche la classica partita tra amici) è uno dei sistemi migliori per metterti sotto pressione. Questo sport è Preparazione mentale della partita di tenniscosì competitivo ed imprevedibile che la gestione dei momenti di crisi non è un eccezione ma è la regola.

Nel tennis, una preparazione fisica e tecnica adeguata sicuramente aiutano il tennista a gestire la pressione, migliorare la concentrazione, e ad alzare il livello del proprio gioco.

Però, la mancanza di prontezza e di abitudine a gestire alcune situazioni (in altre parole la cattiva preparazione mentale) può travolgere l'ignara vittima, e portarla al panico o ad un senso di soffocamento o rabbia.

Come è possibile prepararsi al meglio per gestire l'incertezza e la pressione, situazioni  così comuni nel tennis? Alla giusta ed ovvia preparazione fisica e tecnica si deve aggiungere una attenta preparazione mentale dell’incontro.

Pensa ai top player che partecipano agli Open di Francia o a Wimbledon e alla pressione che devono gestire partecipando a questi grandi tornei. Il lavoro di preparazione comincia molto prima degli allenamenti “on-site” perché loro stessi si rendono conto dell'importanza del torneo. Gli spettatori, l’ambiente in genere, l’attenzione dei media, i punti per la classifica, sono inutili distrazioni che possono addirittura aumentare la già grande pressione a cui sono sottoposti.

 

I tennisti professionisti amano partecipare a questi grandi eventi e, allo stesso modo, anche i giocatori di club vogliono fare del loro meglio nel torneo sociale; per tutti il primo passo è quello di demistificare l’importanza di questi eventi e rendersi conto che la pressione non è altro che auto-imposta.

Giocare una partita di tennis sul campo centrale del Roland Garros è in definitiva la stessa cosa che giocare sul campo n. 18, se un giocatore ha il giusto atteggiamento mentale ed è pronto mentalmente ad affrontare la sfida. Si tratta sempre e solo di una partita di tennis; le dimensioni del campo sono esattamente le stesse, ed il risultato conta allo stesso modo.

Dopo aver superato le barriere potenziali causate dall’importanza percepita di un evento, i giocatori hanno bisogno di anticipare l'attivazione fisiologica, ed abbassare il nervosismo, la sudorazione e l'eccitazione causata dalla pressione competitiva.

Queste sensazioni si incrementano naturalmente quando la partita diventa più significativa e il livello di abilità dei tennisti è più simile; è normale che sia così e parecchie volte può anche contribuire al miglioramento della prestazione (performance).

La prova che la pressione possa migliorare le prestazioni è nel fatto che la maggior parte dei record olimpici (ad esempio in atletica) siano stati infranti di fronte a grandi manifestazioni con un grande pubblico, quando la pressione è maggiore. I ricercatori lo hanno definito effetto "pubblico" o di "facilitazione sociale" e si verifica, appunto, quando le prestazioni si innalzano davanti a molti spettatori.

Effettivamente, anche molte partite di tennis sono state giocate ai massimi livelli proprio nelle finali dei tornei più importanti.

Ripensate, anche nel vostro piccolo, alla vostra partita preferita giocata e, probabilmente, verificherete la stessa cosa.

Comunque, anche se le prestazioni potrebbero essere migliorate in seguito ad aumenti di intensità dell'eccitazione, la complessità delle abilità motorie necessarie per il tennis impone una certa attenzione contro l'eccesso di eccitazione.

Infatti, proprio in presenza di “pressione da competizione”, è vero che potrebbe verificarsi un aumento del proprio stato energico, ma anche un aumento dell’ ansia, della preoccupazione ed un calo della concentrazione che potrebbero portare ad una caduta delle prestazioni.

Si ruba attenzione da ciò che è veramente importante in una partita di tennis e ci si concentra su timori irrilevanti. Si può arrivare anche a contrarre i muscoli e a rovinare il coordinamento dei movimenti della volée o la potenza e la fluidità dello smash proprio sul delicatissimo punto del match point.

Non è realistico, e forse inutile, tentare di eliminare la naturale pressione competitiva e l'eccitazione descritte, tuttavia, gli studi suggeriscono che il modo in cui un individuo valuta eventi stressanti determina se l'emozione provata sarà positiva o negativa.

In altre parole, la differenza con cui i giocatori valutano le situazioni di pressione, spiega perché alcuni atleti raggiungono prestazioni elevate proprio in quelle circostanze mentre altri, al contrario, ne sono sopraffatti.

Complimenti a...

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